Perchè tu sei la città… sei tu la mia città!

IMG_2920La strada si aggroviglia nei tuoi capelli
i lampioni che esplodono come fanali nei tuoi occhi
hai il cuore che sa di asfalto e di preghiere
e le macchine ti attraversano senza più guardare
e sciogliti i capelli
del fango solo se ci riesci
e allacciami i tuoi dubbi
alle scarpe se poi tu non mi credi
se non mi credi

Il cielo lo reggono ancora i miei difetti
le mani si incastrano e formano grattacieli
le scuse attaccale bene così non cadi
le unghia affilate resistono tagliando i vetri
e asciugami i pensieri
col fiato degli ultimi alberi
accendimi di notte
le insegne dei più veri corpi
concedimi la pace
dei treni senza più rimorchi
e montami negli occhi
come un tram a fari spenti
investimi di luce se non mi vedi ancora in piedi

Sei tu la mia città
Sei tu la mia città che mi spaventa quando è sera
e mi addormenta la mattina
e mi ricorda di esser tanti
uno solo in mezzo a tanti
quando hai voglia di sentire
addosso il brivido degli altri
perchè tu sei la città
sei tu la mia città

Le case che aprono le gambe agli sconosciuti
e le chiese sono bocche di donne coi fucili appesi
le fabbriche sono vecchi indiani che fanno segni
il fumo porta via con sé gli ultimi avanzi
nascondimi dagli altri
son troppo comodi i tuoi denti
e sputami poi fuori
quando stenderai i tuoi panni
e lavami nel fiume
se vorrai ancora indossarmi
e rimboccami le maniche
quando pioverà dai muri
e soffiami sul mondo
come quasi fossi vento

Sei tu la mia città
Sei tu la mia città che mi spaventa quando è sera
e mi addormenta la mattina
e mi ricorda di esser tanti
uno solo in mezzo a tanti
quando hai voglia di sentire
addosso il brivido degli altri
perchè tu sei la città
sei tu la mia città che si colora quando è sera
dentro i vicoli e sei nera e ti ricordi solo allora
della tua vera natura e hai bisogno un po’ di me
per sentirti meno sola per sentirti una città
che resta sempre ancora accesa

Sei tu la mia città
Sei tu la mia città che mi spaventa quando è sera
e mi addormenta la mattina
e mi ricorda di esser tanti
uno solo in mezzo a tanti
quando hai voglia di sentire
addosso il brivido degli altri
perchè tu sei la città
sei sempre è sola la città che si colora quando è sera
dentro i vicoli e sei nera e ti ricordi solo allora
della tua vera natura ed hai bisogno un po’ di me
per sentirti meno sola
per sentirti una città
che resta sempre ancora accesa

sei tu la mia città
sei tu la mia città!!!

A chi ti dipinge come città immonda: fa’ come disse Goethe…

“vedi Napoli e poi muori”!

Historie(s) du cinéma, Jean-Luc Godard

Tesi: Semiotica degli oggetti in Hitchcock

 

 

[…]

abbiamo dimenticato

perché Joan Fontaine

si sporga

sul ciglio della scogliera

( Il sopetto, 1941 )

e cosa

Joel McCrea

se n’andasse a fare

in Olanda

( Il prigioniero di Amsterdam, 1940 )

abbiamo dimenticato

su cosa

Montgomery Clift mantenga

eterno silenzio

( Io confesso, 1953 )

e perché Janet Leight

si fermi al Motel Bates

( Psycho, 1960 )

e perché Teresa Wright

sia ancora innamorata

di zio Charlie

( L’ombra del dubbio, 1943 )

abbiamo dimenticato

di cosa Henry Fonda

non sia

del tutto colpevole

( Il ladro, 1956 )

e perché esattamente

il governo americano

ingaggi Ingrid Bergman

( Notorious, 1946 )

ma ci ricordiamo

di una borsetta

( Marnie, 1964 )

ci ricordiamo di un camion

nel deserto

( Intrigo internazionale, 1959 )

ma, ci ricordiamo

di un bicchiere di latte

( Il sospetto, 1941 )

delle pale di un mulino

( Il…

View original post 243 altre parole

“Song For Someone”, U2, 2015

You got a face not spoiled by beauty
I have some scars from where I’ve been
You’ve got eyes that can see right through me
You’re not afraid of anything they’ve seen
I was told that I would feel nothing the first time
I don’t know how these cuts heal
But in you I found a rhyme

If there is a light you can’t always see
And there is a world we can’t always be
If there is a dark that we shouldn’t doubt
And there is a light, don’t let it go out

And this is a song, song for someone
This is a song, song for someone

You let me in to a conversation
A conversation only we could make
You break and enter my imagination
Whatever’s in there it’s yours to take
I was told I’d feel nothing the first time
You were slow to heal but this could be the night

If there is a light you can’t always see
And there is a world we can’t always be
If there is a dark within and without
And there is a light, don’t let it go out

And this is a song, song for someone
This is a song, a song for someone

And I’m a long long way from your Hill of Calvary
And I’m a long way from where I was and where I need to be
If there is a light you can’t always see
And there is a world we can’t always be
If there is a kiss I stole from your mouth
And there is a light, don’t let it go out

Cara Napoli…

Cara Napoli,

è passata poco più di una settimana da quando ti ho lasciata. E’ vero, sei ancora vicino casa, ma non riesco a pensare a te se non in termini di nostalgia. Oggi ti ho rivista e poche ore sono bastate a farmi sentire meglio. Eri così bella, piena, dinamica… ma forse non abbiamo bisogno di spiegarlo. Cerco di allontanare dalla mente l’idea di averti lasciata, di dirmi che sei a un passo da casa e che potrò tornare da te ogni volta che voglio, ma sappiamo benissimo che quest’anno così intenso per noi  è finito, che la nostra breve-lunga esperienza di convivenza è ormai un ricordo, il migliore ricordo che il mio cuore custodisce.

Sei stata esplictamente presente in ogni momento delle mie giornate, mi hai fatto compagnia, mi hai svelato segreti, idee, verità che pensavo non fossero possibili o raggiungibili.. Mi hai passato così tanta vita da farmi sentire in completa armonia con me stessa, per la prima volta nella mia vita. Ci sei riuscita col tuo disordine, le tue contraddizioni, il tuo darti senza timori, spontaneamente, all’anima di chi ti attraversa, mostrandoti per ciò che sei veramente. E mi hai fatta innamorare di te, ogni giorno di più, in modi e per motivi sempre diversi… E’ come se tutta la vita vissuta prima di incontrarti fosse stato un sogno, mentre ciò che ho fatto di concreto per me stessa fosse iniziato a partire da te.O forse è il contrario, forse il sogno eri tu ed io, un po’ come Nietzsche, lo so, ma non voglio smettere di sognare.

Non pretendo di conoscerti e tantomento di spiegarti, so che non ti piace che si parli di te in termini di luoghi comuni; che troppi dicono di amarti, senza avere la necessità di rispettarti… ma so anche, di te, che sei riuscita a darmi forma e contemporaneamente anche forza, che sei riuscita ad asemblare i pezzi di me stessa che non riuscivo a ricomporre, a darmi continue e bellissime opportuntà di vita. Hai significato per me una serie infinita di sentimenti, che mi hanno segnata profondamente. Credo che ormai tu sappia quanto ti sono riconoscente per tutto questo: tutti ti ammirano eppure pochi, pochissimi, riescono a guardarti davvero e ad accettare ciò che vedono, il buono quanto il marcio. Ho provato in tutti i modi ad avere paura di te, a restarti estranea, a sentirmi a disagio nei tuoi vicoli.. ma giuro, non ce l’ho fatta, mai. Mi hai accolta come una figlia e hai saputo prenderti cura di me come niente e nessuno avevano mai fatto prima, lasciandoti esplorare dai miei occhi curiosi nei momenti più improbabili. Ho ascoltato la tua voce e ti ho parlato tante volte, ho apprezzato in te la tua sincerità, la tua incapacità di non essere te stessa, nel bene e anche in quel male di cui non ho trovato traccia. Sei pura, autentica e molto più stabile ed equilibrata di tante altre città: dietro la tua immagine da cartolina, nascondi un’anima che riconosce continuamente la sua ombra, il suo lato oscuro, la possibilità e la volontà di migliorarsi. Chi non ti ama non può capirlo questo.. quindi non dispiacerti quando ti accusano di essere sempre la stessa, di non cambiare mai.. C’è qualcuno che ti ama sinceramente, profondamente, per la tua proficua imperfezione, per la naturalezza, la verità che trasmetti così semplicemente. Ti ho amata davvero, perciò in fondo non smetterò mai di amarti, di desiderare di viverti, attraversarti, guardarti e di gridare al mondo intero quanto di buono hai dentro.

Farò di tutto per tornare da te, lo prometto prima di tutto a me stessa. Tu aspettami ancora un po’. Cambia pure se e quando necessario, se questo significa imparare ad amare te stessa un po’ di più, ma proteggi ciò che hai di prezioso e non lasciare che ti si tocchi se le intenzioni non sono buone! Io passerò a trovarti in ogni momento possibile e, credimi, già dirti questo mi spaventa e rattrista da morire. So, però, che ciò che c’è stato tra noi è autentico e perciò resterà forte e vero per sempre. So che nulla potrà cancellare dalla mia pelle, dai miei occhi e dal mio cuore la tua disponibilità, la tua forza, quel fuoco che hai dentro e che hai acceso così forte in me. Se mai nessuno riuscirà a spegnerlo, sarà solo grazie a te.

Perciò GRAZIE. Di tutto.

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.

Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora, né più mi occorrono

Le coincidenze, le prenotazioni,

le trappole, gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio

Non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.

Con te le ho scese perché sapevo che di noi due

Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue.

E. Montale